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Situata nella parte più alta del centro storico di Trapani, la chiesa di S. Domenico si affaccia nell’omonima piazza. Fu inizialmente dedicata a Santa Maria la Nova per volere di Giacomo D’Aragona. La facciata esterna conserva perfettamente la cornice del trecentesco rosone in stile gotico-chiaramontano e una torre campanaria del ‘400. Il suo interno è composto da una navata unica che termina con un abside poligonale e in entrambi i lati un susseguirsi di cinque cappelle, tra cui la più importante costruita dall’architetto Giovanni Biagio Amico, che conserva un Crocifisso ligneo al quale furono attribuiti diversi eventi miracolosi.

Esso giunge dalla Palestina, portato da religiosi domenicani scacciati durante l’invasione saracena. L’opera si attribuisce a S. Nicodemo. Una leggenda narra che alle spalle del Crocifisso si trova una fenditura che conserva una reliquia della passione. Numerosi sono i miracoli che abbracciano la storia del Crocifisso, tra cui riportiamo quelli del 1524 e del 1641. Il primo durante una fase pestilenziale, in cui il Crocifisso venne portato in processione seguito da numerosi fedeli che si flagellavano in segno di pentimento. Improvvisamente iniziò a fuoriuscire del sangue dal costato della statua lignea e come per miracolo la pestilenza terminò.

Il secondo, durante un periodo di carestia nel 1641, narra di un giovane bambino di nome Rocco, che andò a chiedere del pane alla madre, la quale, non avendone, gli disse di andare a chiederlo al Crocifisso. Successivamente, Rocco si inginocchiò davanti al Crocifisso, iniziando a chiedere il pane, e tempestivamente il simulacro, schiodatosi il braccio dalla croce, glielo pose, e il bambino corse dalla madre. Sparsa la notizia nel resto della città, numerosi fedeli accorsero per vedere con i propri occhi il miracolo e trovarono il braccio del Signore ancora staccato.