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Erice

Cosa vedere a Erice?

Erice sorge sulla cima del Monte San Giuliano, a 751 m sul livello del mare.

Si trova in una splendida posizione geografica da dove si possono ammirare i panorami più belli della città di Trapani dall’alto.
In Sicilia è una delle mete più ambite dai turisti, ed è stata insignita nel 2014 della bandiera rossa dei borghi più belli d’Italia. La sua caratteristica principale è l’impianto medievale che permette di ammirare piccole stradine strette e tortuose, archi tipicamente medievali, cortili decorati e piccole botteghe con i cosiddetti “Balatari” (mensoloni in pietra in cui esporre la merce), dove è possibile acquistare prodotti locali come ceramiche e tappeti. Inoltre da non perdere sono i tipici dolci ericini tra cui le genovesi, nate dalle sapienti mani delle monache di clausura e adesso riproposte secondo l’originale ricetta nelle pasticcerie locali, tra cui la Pasticceria di Maria Grammatico e la Pasticceria San Carlo.

Il consiglio tattico:

Indispensabili per andare ad Erice:

  • scarpe comode
  • giubbotto (estivo)
  • sciarpa

Evitate i colpi di freddo così potrete continuare la vostra vacanza alla grande!!

Come arrivare a Erice da Trapani

Se ti trovi in centro storico, come spesso accade visto la vicinanza dei principali terminal, il modo più veloce e conveniente è sicuramente comprare una Trapani Welcome Travel Card (reperibile presso il nostro Info-point in via Garibaldi 120) in essa trovi già incluso il costo della Funivia e quello dell’autobus di linea urbana che ti porterà ad essa (ATM 21 o 23). Avrai inoltre tantissimi sconti per le attrazioni di Erice e un foglietto esplicativo con gli orari degli autobus. Per gli orari e le tariffe della funivia visita il sito ufficiale.

Come arrivare a Erice da Trapani

Se ti trovi in centro storico, come spesso accade visto la vicinanza dei principali terminal, il modo più veloce e conveniente è sicuramente comprare una Trapani Welcome Travel Card (reperibile presso il nostro Info-point in via Garibaldi 120) in essa trovi già incluso il costo della Funivia e quello dell’autobus di linea urbana che ti porterà ad essa (ATM 21 o 23). Avrai inoltre tantissimi sconti per le attrazioni di Erice e un foglietto esplicativo con gli orari degli autobus. Per gli orari e le tariffe della funivia visita il sito ufficiale.

Un po’ di storia?

Cenni Storici

Secondo Tucidide, storico ateniese, Erice fu fondata dagli esuli troiani che, unitisi alla popolazione autoctona, avrebbero poi dato vita al popolo degli Elimi. Per secoli meta ambita di marinai e naviganti, grazie alla sua posizione strategica, nell’ VIII secolo fu occupata dai cartaginesi fino all’arrivo dell’Impero Romano che nel 241 a.C. fa della Sicilia la sua prima provincia nonché il suo granaio. Con l’Impero Romano l’importanza militare di Erice cessò fino alla conquista degli Altavilla, famiglia normanna nel 1167, che fondò nell’Italia meridionale il suo regno. Ripopolata dai Normanni, e ribattezzata col nome di Monte San Giuliano, essa acquista prestigio grazie alla costruzione di nuovi edifici civili e religiosi. La vita cittadina è caratterizzata dalla vita monastica, con vari monasteri guidati da famiglie locali. La ricchezza delle famiglie è testimoniata ancora oggi dai palazzetti e case signorili che si affacciano sulle strade della città. Con l’estinzione della dinastia normanna-sveva Erice seguì le sorti della Sicilia, passando da dominazione in dominazione (Angioina, Aragonese, Spagnola, Asburgica, Sabaudia, Borbonica) fino all’avvento di Garibaldi e all’unità d’Italia. Nel 1934 Monte San Giuliano riprende il nome di “Erice”. Il suo territorio, denominato Agro ericino, comprendeva oltre al territorio dell’attuale comune, anche quelli di Valderice, Custonaci, San Vito Lo Capo e Buseto Palizzolo.

Le attrazioni di Erice:

Le attrazioni di Erice:

Erice Castello di Venere-cosa vedere a Erice-TP istruzioni

Il castello di Venere

Il panorama che si gode dall’alto di questo sito è ritenuto uno dei più belli del mondo. Alle pendici del monte si notano il porto di Trapani, ad ovest le isole Egadi e a sud Marsala, con le Isole dello Stagnone. Quando le condizioni di visibilità sono particolarmente favorevoli, si scorgono a nord-ovest l’isola di Ustica ed a sud la sagoma di Pantelleria.

Il Balio

Con l’edificazione del Castello furono costruite delle mura e le Torri del Balio, un tempo collegate al castello tramite un ponte levatoio, oggi sostituito da una scalinata, ed edificato come difesa avanzata.
Quando il Conte Agostino Pepoli ne ebbe la proprietà le contornò dei giardini pubblici in stile inglese chiamati “del balio”, a memoria del Bajuolo, magistrato normanno.

Torretta Pepoli

Il Conte Agostino Pepoli, studioso ed archeologo volle riservarsi un posto privilegiato dove potersi rifugiare per i suoi studi. Per questo ideò e costruì sopra un picco roccioso sotto il castello, una casina in stile moresco oggi di appartenenza comunale. Nell’aprile del 2013 sono stati avviati i lavori di restauro per poter portare all’antico splendore la costruzione ed adibirla a Osservatorio per la pace.

museo cordici Erice

Museo Cordici

Il Museo Archeologico “Antonio Cordici” conserva una raccolta di reperti archeologici preistorici, di età punica, ellenistica e romana, monete, opere statuarie e dipinti ritrovati nell’agro ericino o lasciti di importanti famiglie come Ernandez e Chiaramonte.

museo cordici Erice
mura elimo puniche Erice

Mura Elimo-puniche

Le antiche mura che proteggevano la città risalgono al VIII secolo a.C., grazie all’intervento degli Elimi, successivamente vennero rinforzate dai Punici, per poi essere completate dai Normanni. La cinta muraria che circondava il lato nord-est della città, doveva servire a proteggere Erice dai possibili attacchi provenienti da quell’unico punto cieco. I normanni aggiunsero infine tre porte: Porta Trapani, Porta Spada e Porta Carmine.

Queste fortificazioni erano provviste di apposite torri di avvistamento, scale ripide o piccole aperture che potessero collegarle al camminamento per tempestive sortite di abitanti e rifornimenti. E’ possibile visitare il tratto lungo via dell’ Addolorata, da Porta Carmine a Porta Spada, ossia quello meglio.

Quartiere Spagnolo

Sorge su una sporgenza che si affaccia a nord della montagna e, nella pianura sottostante, si estende per intero tutto l’agro ericino. Si tratta di una costruzione di carattere militare, nata dalla necessità di ospitare i soldati spagnoli di presidio ad Erice, ma non venne mai ultimata. Sembra che furono gli stessi abitanti ericini a chiederne l’edificazione, finanziandone addirittura la realizzazione.

Di recente sono state attuate diverse opere di consolidamento e restauro per ospitare il Museo di arte contadina.

Il duomo la Madrice

Edificata nel 1312, su una cappella preesistente dedicata alla Vergine Assunta, da Federico III d’Aragona che risiedette ad Erice per un breve periodo durante la Guerra del Vespro, utilizzando materiale proveniente dal tempio di Venere Ericina.
Nel corso dei secoli, la chiesa è stata più volte restaurata e modificata.
La facciata è in stile gotico chiaramontano e presenta all’ingresso un pronao, aggiunto nel XVI secolo, utilizzato per i penitenti che non potevano accedere all’interno della chiesa.
All’interno di pregevole rilievo è la decorazione in stucco delle volte, l’ancona marmorea raffigurante scene della vita e passione di Cristo e la statua marmorea raffigurante la Madonna con il Bambino del XV secolo, attribuita a Domenico Gagini.
Nella Cappella di Tutti i Santi, oggi dedicata alla Madonna di Custonaci, patrona di Erice e il Tesoro della chiesa dove vi sono conservate manufatti in oro ed argento, quali l’ostensorio dell’orafo ericino Pietro Lazzara del 1602 e opere di maestranze trapanesi datati dal XIV al XIX secolo.

Un bel giro delle Chiese?
Impossibile rinunciare. Ecco le più importanti:

CHIESA ED EX MONASTERO DEL SS SALVATORE

Il monastero delle suore benedettine sorse nel 1290, nel palazzo donato dal Conte Enrico Chiaramonte.
Il palazzo era solo una parte dell’attuale complesso, il quale è stato notevolmente ampliato nel corso degli anni al fine di ospitare le suore provenienti da antiche famiglie nobili ericine.
Adiacente al monastero, vi è l’omonima chiesa barocca ad unica navata, costruita sui resti di una precedente chiesa trecentesca.

CHIESA SAN MARTINO

Edificata dal Conte Ruggero Normanno, su una preesistente chiesetta dedicata all’omonimo Santo, è stata più volte ricostruita e ampliata nel corso dei secoli.
La facciata è molto semplice e presenta un portale barocco, ricostruito nel 1682 e dominato dall’effige del santo.
L’interno è a pianta basilicale impreziosito da maioliche. Nell’abside, di forma quadrata, si trova un coro ligneo rococò del 1761, e presenta affreschi raffiguranti il Sacrificio di Isacco e la Discesa di Gesù nel Limbo. Adiacente ad essa si apre l’elegante e maestoso oratorio di San Martino, in stile rococò e decorato da stucchi e affreschi.

CHIESA DI SAN GIULIANO

Edificata per volere di Ruggero d’Altavilla nel 1076, su una preesistente Chiesa, come ringraziamento nei confronti del Santo che lo aiutò a cacciare via gli Arabi dalla città.
La facciata della chiesa, d’impronta rinascimentale è sovrastata dal maestoso campanile, di epoca successiva (1170), culminante con la guglia “a pagoda”. La Chiesa è stata più volte rinnovata nel corso dei secoli, fino ad assumere l’aspetto attuale. L’interno è a tre navate ornate da stucchi barocchi e conserva i gruppi statuari dei misteri che, il venerdì di Pasqua percorrono le vie del borgo medievale portati in spalla. Adiacente alla chiesa, nella piazzetta omonima, vi è la statua marmorea di Sant’ Alberto degli Abati, opera dello scultore palermitano Nicolò Travaglia.

CHIESA ED EX MONASTERO SAN CARLO

Il complesso fu fondato nel 1617 come orfanotrofio.
L’esterno è costituito da robusti muri, ornato da finestre con inferriate a petto d’oca. La chiesa, a navata unica, conserva l’originale pavimento maiolicato, dipinti settecenteschi raffiguranti la Crocifissione e il Miracolo di San Carlo.
All’ingresso è ancora visibile una ruota, utilizzata per consegnare agli acquirenti i famosi pasticcini, realizzati con grande maestria dalle suore.

CHIESA DI SAN PIETRO

La chiesa fu costruita intorno al 1363, a navata unica e in stile gotico.
L’ interno, a pianta ellittica, presenta quattro altari dove sono collocate le statue di San Pietro e San Paolo.
L’esterno domina un portale a tutto sesto e un cavalcavia cinquecentesco ad arcata unica, che collega la chiesa all’ ex Monastero delle Clarisse, oggi sede del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana.

CHIESA SAN DOMENICO

Il complesso eretto nel tardo ‘400, è oggi Auditorium e sede di due musei del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana. Il Museo Chalonge conserva strumenti, foto e reperti che sono stati utilizzati per lo studio dell’astro fisica moderna; il Museo Dirac raccoglie reperti sull’astrofisica del microcosmo provenienti dall’Istituto di Fisica di New York. Dell’antico complesso è ancora visibile il pronao.

DUOMO

Edificata nel 1312, su una cappella preesistente dedicata alla Vergine Assunta, da Federico III d’Aragona che risiedette ad Erice per un breve periodo durante la Guerra del Vespro, utilizzando materiale proveniente dal tempio di Venere Ericina.
Nel corso dei secoli, la chiesa è stata più volte restaurata e modificata.
La facciata è in stile gotico chiaramontano e presenta all’ingresso un pronao, aggiunto nel XVI secolo, utilizzato per i penitenti che non potevano accedere all’interno della chiesa.
All’interno di pregevole rilievo è la decorazione in stucco delle volte, l’ancona marmorea raffigurante scene della vita e passione di Cristo e la statua marmorea raffigurante la Madonna con il Bambino del XV secolo, attribuita a Domenico Gagini.
Nella Cappella di Tutti i Santi, oggi dedicata alla Madonna di Custonaci, patrona di Erice e il Tesoro della chiesa dove vi sono conservate manufatti in oro ed argento, quali l’ostensorio dell’orafo ericino Pietro Lazzara del 1602 e opere di maestranze trapanesi datati dal XIV al XIX secolo.

TORRE CAMPANARIA

Antica torre di epoca punica, ricostruita per volere del Re Federico III d’Aragona durante la guerra del Vespro, come ringraziamento per l’ospitalità ricevuta in Erice. Divenuta torre campanaria è costituita da una base quadrata, alta 28 metri e si sviluppa in 3 piani, ognuna dei quali è caratterizzato da monofore e bifore in stile gotico chiaramontano.

CHIESA SAN GIOVANNI

La chiesa ha origini incerte, ma è probabile che la sua costruzione risalga al XII secolo.
Nel corso dei secoli è stata più volte restaurata e ampliata.
All’esterno è visibile la maestosa cupola mammelliforme, di tipica ispirazione araba, e presenta due ingressi: il portale quattrocentesco, nella parte occidentale, e il più antico, ad oriente, rappresentato da un portale ogivale, decorato con elementi a zig zag e preceduto da una scalinata a ventaglio.
L’interno, a navata unica, vi è conservata la statua di San Giovanni Battista, opera di Antonino Gagini, posta sull’altare maggiore e nel transetto destro un’ elegante statua di San Giovanni Evangelista realizzata di Antonello Gagini.
Oggi la chiesa è adibita ad Auditorium.

CHIESA DI SAN CATALDO

La chiesa è dedicata ad un santo irlandese, vissuto nel XII secolo, onorato dai normanni i quali ne hanno importato il culto in Sicilia.
L’esistenza della chiesa è documentata nel 1339, quando svolgeva la funzione di chiesa madre insieme alla chiesa di San Giuliano.
All’interno conserva un’acquasantiera marmorea del 1474, con stemma degli Aragona e sull’altare maggiore la statua di Nostra Signora della Stella opera in stucco di Orazio Ferraro.

Un bel giro delle Chiese?
Impossibile rinunciare. Ecco le più importanti:

CHIESA ED EX MONASTERO DEL SS SALVATORE

Il monastero delle suore benedettine sorse nel 1290, nel palazzo donato dal Conte Enrico Chiaramonte.
Il palazzo era solo una parte dell’attuale complesso, il quale è stato notevolmente ampliato nel corso degli anni al fine di ospitare le suore provenienti da antiche famiglie nobili ericine.
Adiacente al monastero, vi è l’omonima chiesa barocca ad unica navata, costruita sui resti di una precedente chiesa trecentesca.

CHIESA SAN MARTINO

Edificata dal Conte Ruggero Normanno, su una preesistente chiesetta dedicata all’omonimo Santo, è stata più volte ricostruita e ampliata nel corso dei secoli.
La facciata è molto semplice e presenta un portale barocco, ricostruito nel 1682 e dominato dall’effige del santo.
L’interno è a pianta basilicale impreziosito da maioliche. Nell’abside, di forma quadrata, si trova un coro ligneo rococò del 1761, e presenta affreschi raffiguranti il Sacrificio di Isacco e la Discesa di Gesù nel Limbo. Adiacente ad essa si apre l’elegante e maestoso oratorio di San Martino, in stile rococò e decorato da stucchi e affreschi.

CHIESA DI SAN GIULIANO

Edificata per volere di Ruggero d’Altavilla nel 1076, su una preesistente Chiesa, come ringraziamento nei confronti del Santo che lo aiutò a cacciare via gli Arabi dalla città.
La facciata della chiesa, d’impronta rinascimentale è sovrastata dal maestoso campanile, di epoca successiva (1170), culminante con la guglia “a pagoda”. La Chiesa è stata più volte rinnovata nel corso dei secoli, fino ad assumere l’aspetto attuale. L’interno è a tre navate ornate da stucchi barocchi e conserva i gruppi statuari dei misteri che, il venerdì di Pasqua percorrono le vie del borgo medievale portati in spalla. Adiacente alla chiesa, nella piazzetta omonima, vi è la statua marmorea di Sant’ Alberto degli Abati, opera dello scultore palermitano Nicolò Travaglia.

CHIESA ED EX MONASTERO SAN CARLO

Il complesso fu fondato nel 1617 come orfanotrofio.
L’esterno è costituito da robusti muri, ornato da finestre con inferriate a petto d’oca. La chiesa, a navata unica, conserva l’originale pavimento maiolicato, dipinti settecenteschi raffiguranti la Crocifissione e il Miracolo di San Carlo.
All’ingresso è ancora visibile una ruota, utilizzata per consegnare agli acquirenti i famosi pasticcini, realizzati con grande maestria dalle suore.

CHIESA DI SAN PIETRO

La chiesa fu costruita intorno al 1363, a navata unica e in stile gotico.
L’ interno, a pianta ellittica, presenta quattro altari dove sono collocate le statue di San Pietro e San Paolo.
L’esterno domina un portale a tutto sesto e un cavalcavia cinquecentesco ad arcata unica, che collega la chiesa all’ ex Monastero delle Clarisse, oggi sede del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana.

CHIESA SAN DOMENICO

Il complesso eretto nel tardo ‘400, è oggi Auditorium e sede di due musei del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana. Il Museo Chalonge conserva strumenti, foto e reperti che sono stati utilizzati per lo studio dell’astro fisica moderna; il Museo Dirac raccoglie reperti sull’astrofisica del microcosmo provenienti dall’Istituto di Fisica di New York. Dell’antico complesso è ancora visibile il pronao.

DUOMO

Edificata nel 1312, su una cappella preesistente dedicata alla Vergine Asssunta, da Federico III d’Aragona che risiedette ad Erice per un breve periodo durante la Guerra del Vespro, utilizzando materiale proveniente dal tempio di Venere Ericina.
Nel corso dei secoli, la chiesa è stata più volte restaurata e modificata.
La facciata è in stile gotico chiaramontano e presenta all’ingresso un pronao, aggiunto nel XVI secolo, utilizzato per i penitenti che non potevano accedere all’interno della chiesa.
All’interno di pregevole rilievo è la decorazione in stucco delle volte, l’ancona marmorea raffigurante scene della vita e passione di Cristo e la statua marmorea raffigurante la Madonna con il Bambino del XV secolo, attribuita a Domenico Gagini.
Nella Cappella di Tutti i Santi, oggi dedicata alla Madonna di Custonaci, patrona di Erice e il Tesoro della chiesa dove vi sono conservate manufatti in oro ed argento, quali l’ostensorio dell’orafo ericino Pietro Lazzara del 1602 e opere di maestranze trapanesi datati dal XIV al XIX secolo.

TORRE CAMPANARIA

Antica torre di epoca punica, ricostruita per volere del Re Federico III d’Aragona durante la guerra del Vespro, come ringraziamento per l’ospitalità ricevuta in Erice. Divenuta torre campanaria è costituita da una base quadrata, alta 28 metri e si sviluppa in 3 piani, ognuna dei quali è caratterizzato da monofore e bifore in stile gotico chiaramontano.

CHIESA SAN GIOVANNI

La chiesa ha origini incerte, ma è probabile che la sua costruzione risalga al XII secolo.
Nel corso dei secoli è stata più volte restaurata e ampliata.
All’esterno è visibile la maestosa cupola mammelliforme, di tipica ispirazione araba, e presenta due ingressi: il portale quattrocentesco, nella parte occidentale, e il più antico, ad oriente, rappresentato da un portale ogivale, decorato con elementi a zig zag e preceduto da una scalinata a ventaglio.
L’interno, a navata unica, vi è conservata la statua di San Giovanni Battista, opera di Antonino Gagini, posta sull’altare maggiore e nel transetto destro un’ elegante statua di San Giovanni Evangelista realizzata di Antonello Gagini.
Oggi la chiesa è adibita ad Auditorium.

CHIESA DI SAN CATALDO

La chiesa è dedicata ad un santo irlandese, vissuto nel XII secolo, onorato dai normanni i quali ne hanno importato il culto in Sicilia.
L’esistenza della chiesa è documentata nel 1339, quando svolgeva la funzione di chiesa madre insieme alla chiesa di San Giuliano.
All’interno conserva un’acquasantiera marmorea del 1474, con stemma degli Aragona e sull’altare maggiore la statua di Nostra Signora della Stella opera in stucco di Orazio Ferraro.

Curiosità, fun fact e leggende

Città della scienza

Dal 1963 Erice è sede del Centro di cultura scientifica Ettore Majorana, istituito per iniziativa del professor Antonino Zichichi, per richiamare gli studiosi più qualificati del mondo per la trattazione scientifica di problemi che interessano diversi settori. Per questo alla cittadina è stato attribuito l’appellativo di “città della scienza”.

Il tunnel Medievale

Costruzione risalente all’epoca medievale, nel corso dei secoli precedenti ha svolto un ruolo importante. Sarebbe stato l’ingresso di una segreta galleria sotterranea terminante nel piccolo borgo di Bonagia. Questa uscita veniva utilizzata durante i periodi di assedio per sortite e rifornimento di derrate alimentari. Nel 1555, l’imperatore Carlo V, per contrastare i bisogni della corte indebitata dalle dispendiose guerre, decise la vendita di Erice; gli ericini si opposero non con le armi ma con enorme sforzo, versando 6000 scudi necessari per la propria libertà. Carlo V riconoscente, conferisce ad Erice il titolo di Civitas Excelsa.

La colombaia

La colomba, animale sacro alla dea, trovava protezione all’interno del santuario, tanto che partecipava da protagonista alle feste di agosto in onore della divinità. Le feste sacre duravano 9 giorni e iniziavano con la partenza delle colombe (Anagogia) guidate da una loro consimile dalle penne rosse (Venere). Lo stormo solcava il mare e approdava a Sicca Veneria, l’attuale Libia, dove vi era un altro santuario gemellato a quello di Erice. Durante la loro mancanza, nel santuario avvenivano sacrifici e riti propiziatori per la fecondità della terra e la protezione dei naviganti, e veniva illuminato, sia di giorno che di notte, da delle fiaccole per far da faro ai pellegrini. Le feste si concludevano con il ritorno (Katagogia) della dea insieme alle colombe, che si posavano svolazzando sulle mura del tempio.

Erice ed Ercole

Secondo la leggenda, la zona era governata da Erice (semidio figlio di Bute e della dea Afrodite).
Quando il potente Ercole giunse nei territori di Erice, i due si sfidarono per riuscire a determinare chi fosse il più forte. La sfida aveva, come sempre, uno scotto per il perdente:
– se avesse perso Erice, i suoi possedimenti sarebbero passati ad Ercole;
– se, invece, avesse perso Ercole, le vacche sacre con cui viaggiava sarebbero diventate di Erice.
L’esito del confronto fu la vittoria di Ercole che però decise di continuare con il suo viaggio e di affidare il regno di Erice agli abitanti della zona.

Il fantasma di "Birritta Russa"

La leggenda di “Birritta Russa” (berretto rosso) racconta di un soldato spagnolo che, trovandosi ad Erice, conosce, si innamora e si apparta con una donna del posto. Fin qui tutto bene, se non fosse per il dettaglio non trascurabile che la donna in questione fosse sposata. Il marito, svelato il misfatto, muore nel confronto con il soldato. Birritta Russa viene arrestato, condannato all’impiccagione e, quindi, ucciso in una pubblica esecuzione. Mentre i presenti abbandonavano la scena, un vento sinistro porta via il berretto rosso, accessorio distintivo dell’uomo. Secondo gli anziani del luogo, il soldato era morto senza alcuna benedizione e, per questo motivo, la sua anima è condannata a vagare senza pace tra le stradine di Erice.
Nella nebbia e nella foschia, tra i vicoli e le strade buie di Erice, anche oggi, di tanto in tanto lo si può incontrare, riconoscibile, come sempre, dalla sua “birritta rossa”.

Eneide

Virgilio cita la città di Erice nell’Eneide, con Enea che vi approda due volte: la prima per la morte del padre Anchise, un anno dopo per i giochi funebri in suo onore.

I Misteri di Erice

La processione dei Misteri a Erice, parallela a quella di Trapani, si svolge nel suggestivo borgo medievale contemporaneamente. Questa processione, più ridotta ma altamente suggestiva, ha inizio nel pomeriggio del Venerdì Santo dalla chiesa di San Giuliano, attraversando le incantevoli strade lastricate del borgo medievale, spesso avvolto dalla nebbia. Si conclude intorno alle 20 nella stessa chiesa di San Giuliano.

Il corteo sacro è aperto dai confrati della Congregazione del Purgatorio, i quali, secondo alcune fonti, istituirono la processione. Essi sono accompagnati da una banda e portano un crocifisso. I Misteri ericini, anch’essi portati a spalla, sono decorati e illuminati in modo sobrio. A differenza dei Misteri trapanesi, durante le soste non vengono appoggiati su cavalletti ma su “forcine”, riprendendo una pratica antica di Trapani.

Le attività consigliate:

Parco Avventura Erice

Il Parco Avventura Erice offre un mix di avventura, natura e divertimento, rendendolo un’opzione perfetta per chi cerca un’esperienza unica a Trapani. Unisciti a noi e scopri il lato più autentico della bellezza siciliana!!!

Consulta la pagina relativa al Parco Avventura Erice, per saperne di più.

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