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La Biblioteca Fardelliana, fondata nel lontano 1830 dal nobile trapanese Giovan Battista Fardella, rappresenta un autentico scrigno della cultura e della storia di Trapani. Noto per la sua passione per l’arte e la conoscenza, Fardella, oltre ad essere stato un militare di alto rango e un influente politico (fu ministro della guerra del Regno delle Due Sicilie), si distinse anche come appassionato bibliofilo. Grazie alle sue donazioni e a quelle dello storico Giuseppe Di Ferro, la biblioteca vide la luce con il nome iniziale di “Pubblica Biblioteca Comunale del Capovalle di Trapani”, per poi essere ribattezzata “Biblioteca Fardelliana” pochi mesi dopo in onore del suo fondatore.

Dal 1860, la Biblioteca Fardelliana trova dimora nella suggestiva cornice della chiesa trecentesca di S. Giacomo Maggiore, un luogo intriso di storia che custodisce le testimonianze della Trapani araba, come le colonne presenti nella “Sala Fardella”, provenienti dalla chiesa di San Rocco. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la biblioteca acquisì lo status di “ente morale”, consolidando il suo ruolo di custode della memoria e del sapere trapanese.

Il suo patrimonio culturale è di inestimabile valore, comprendendo oltre 170 mila documenti, tra cui preziosi manoscritti antichi miniati, incunaboli, corali e una vasta raccolta di carteggi appartenuti a figure illustri come Antonio Scontrino, Vincenzo Fardella di Torrearsa, Giuseppe Polizzi, Alberto Buscaino Campo e Nunzio Nasi. Inoltre, custodisce l’archivio del Senato cittadino, arricchendo ulteriormente la sua ricca collezione.